la fattoria
Nel corso del secolo VIII le coste laziali divennero obiettivo delle scorrerie dei saraceni e di altri predoni del mare i quali, in qualche occasione, riuscirono a saccheggiare Ostia, catturandovi anche dei prigionieri, e arrivarono a minacciare Roma. Per evitare il ripetersi di queste scorrerie, i proprietari dei terreni dell’Agro Romano dovettero costruire un sistema di vedette che consentisse di avvistare le imbarcazioni in avvicinamento e di trasmettere in breve tempo l’allarme mediante segnali luminosi e di fumo. In questo modo tutto l’Agro fu sorvegliato da Torrette, molte delle quali, sebbene in un grave stato di degrado, sono ancora visibili. Col passare del tempo, le torrette divennero simbolo di prestigio e potere, e le lotte tra i vari signorotti locali si svolgevano frequentemente intorno ad esse, avendo come obiettivo la loro conquista. La necessità di non risentire né degli attacchi da terra, né delle frecce incendiate che venivano scagliate nel corso degli assedi, spiega perché il primo e l’ultimo piano fossero in muratura, mentre, per mantenere la struttura leggera, tutti gli altri piani erano in legno. Talvolta, per rendere le torri praticamente inespugnabili, si poneva l’ingresso al primo piano, in modo che si potesse raggiungere solo con una scala a pioli, la quale poteva facilmente essere ritirata in caso di necessità.
Con l’avvento della polvere da sparo le torri persero quasi del tutto la loro importanza strategica, in quanto la loro struttura leggera male resisteva al nuovo tipo di attacco.
1980
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I Lancellotti una delle famiglie nobili romane legate al Papa era proprietaria tra l’altro del palazzo Lancellotti ai Coronari, la villa Lancellotti a san Giovanni, di alcuni edifici a Tor Sapienza, di alcune azienda agricole nonchè del Discobolo (venduto ai tedeschi nel 1936 ed ora al museo di palazzo Massimo); la famiglia conserva tuttavia ancora alcune dimore come il castello di Lauro (Av) e la splendida tenuta di Torretta de Massimi
La proprietà apparteneva alla famiglia Massimo passata poi per eredità ai Lancellotti nell’800 assieme ad altri beni ed ad altre aziende agricole dell’agro romano, è stata adibita ad abitazione negli anni 50.
L’azienda agricola si estende su una superficie di 154 ettari tra via della Pisana,via di Brava e via della Vignaccia è composta da terreni coltivati,prati ed un bellissimo bosco di sughero.
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